Cosa c’è davvero in una sigaretta?

Articolo scritto il 27 maggio 2012 nella categoria Curiosità | icona Commenti 4 Commenti

Premetto che sono un fumatore, nel caso leggessi questo articolo come lo sfogo di un non-fumatore. Tuttavia il vero contenuto delle sigarette è una di quelle curiosità che mi girano in testa da sempre, così ho deciso di fare una piccola ricerca e riportare quello che ho trovato.

sigarette

Ecco gli ingredienti-base che si trovano o si producono in media nel fumo di una sigaretta accesa:

Nicotina

Il “cuore” di una sigaretta, la nicotina è un composto organico presente nelle foglie della pianta di tabacco. L’isolamento del composto risale all’inizio del 1800, ed è considerato uno degli agenti farmacologici più attivi. Produce nell’uomo il ricercato effetto stimolante e piacevole causato dal rilascio di dopamina, insieme all’aumento del battito cardiaco e della pressione del sangue. La nicotina è considerata una droga potentissima per quanto riguarda la dipendenza: è studiato che quella fisica scompare dal corpo dopo 10/12 giorni, mentre quella psicologica perdura ed è strettamente causata dalle associazioni mentali che crei quando fumi. Prova a pensare alla quantità di momenti e situazioni che associ alla sigaretta: dopo il caffé, quando vuoi stare da solo a pensare, quando stai in compagnia, quando sei nervoso ecc.. Tutte queste connessioni si formano nel cervello tramite le sinapsi e vengono rinforzate sigaretta dopo sigaretta: è per questo motivo che è così difficile smettere, hai bisogno di indebolire una gran serie di associazioni create nel passato.

Ammoniaca

Sostanza basica che viete creata naturalmente dal trattamento e combustione del tabacco, e ha per effetto un’accellerazione del processo di assorbimento della nicotina da parte dei recettori del cervello. Si mantiene ad un livello tale da non risultare tossica.

Acetone

Solvente presente per un milionesimo di un grammo nel fumo di una sigaretta, anche questa sostanza viene prodotta quando quest’ultima viene bruciata.

Monossido di Carbonio

E’ un gas (CO) derivante da qualsiasi combustione incompleta, e pericoloso in quanto incolore, insapore e inodore. E’ la molecola responsabile dell’effetto “sonnolenza e giramento di testa” tipico delle prime sigarette fumate.

Catrame

Viene chiamato così il particolato raccolto dal filtro delle sigarette, una volta epurato da acqua e nicotina; ci si riferisce quindi a tutte le particelle solide che si inalano insieme alla nicotina. Proviene dalle particelle fini che si formano dalla combustione. Come sai viene usato come indicatore di nocività sui pacchetti insieme alla quantità di nicotina, con concentrazioni indicate in mg.

Miele

Non lo sapevi? Nelle sigarette è presente il miele, che serve per addolcire il sapore del tabacco e renderlo più attrattivo per i consumatori.

Cioccolato

Devo ammettere che è l’ingrediente che più mi ha stupito. Come il miele, viene usato per esaltare il sapore del fumo inalato.

Vaniglia

Come sopra.

Arsenico & Cadmio

Metalli pesanti e tossici presenti anche nella maggior parte del cibo che mangiamo ogni giorno. Sono naturalmente prelevati dal suolo dalle piante, e di conseguenza anche da quella del tabacco. Gli esperti li indicano in dosi talmente basse da non essere di nessun pericolo per la salute; per fare un esempio la quantità di cadmio presente in 20 sigarette è di circa 0,00000064 grammi, meno di un centesimo del livello di tollerabilità quotidiano stabilito dalla Conferenza americana degli Igienisti Industriali Governativi.

Piombo

Come sopra. Se paragoniamo la quantità di piombo in una sigaretta a quella che esce da un tubo di scarico di un’automobile non c’è da che preoccuparsi (o il contrario, nel caso tu viva in una città come Milano!).

Benzene

Il benzene è un idrocarburo che viene prodotto per combustione di composti ricchi in carbonio. E’ ad esempio prodotto naturalmente nei vulcani o negli incendi di foreste, comunque a temperature superiori ai 500° C.

Queste le sostanze principali, a cui si aggiungono centinaia di altri additivi usati dalle industrie del tabacco. La prima lista di queste sostanze fu fornita al Dipartimento di Salute e Servizi alla Persona per la prima volta nel 1994, dalle cinque principali compagnie americane produttrici. Sembra che l’uso di questi sia approvato per quanto riguarda l’industria alimentare, anche se non ne sono stati studiati a sufficienza gli effetti derivanti da una loro combustione.

E ora, un pò di storia…

Le prime tracce di tabacco arrotolato provengono dai nativi del Sud America. Venivano utilizzate prevalentemente foglie di mais o carta, e le sigarette così realizzate venivano chiamate papelitos. Questo metodo viene scoperto ed esportato in patria dai missionari spagnoli nel XVI secolo, le sigarette fanno così la loro prima comparsa in territorio europeo.

Da lì in poi gli spagnoli si fanno pionieri della produzione di queste ultime, circostanza provata da numerose testimonianze storiche, e dal curioso fatto che uno dei nomi usato parallelamente a quello odierno per nominarle era “spagnoletta” (oggi il termine ha assunto un significato completamente diverso). :)

spagnolette

La fine della guerra di Crimea (1854-1856) segna senz’altro l’affermarsi del consumo stabile di sigarette nel resto d’Europa, importato dai soldati tornati dal conflitto che si erano abituati ad arrotolare il tabacco nella carta con una tecnica assimilata dai turchi.

Per quanto riguarda l’Italia, il primo dato sulla diffusione di sigarette è l’anno 1875, data della prima indagine sul consumo di tabacco.

Cinque anni più tardi, negli Stati Uniti, James A. Bonsai presenta la richiesta di un brevetto per una macchina capace di produrre 13.000 sigarette al minuto;  nasce così l’industria vera e propria del tabacco, la sua invenzione è ancora oggi il meccanismo-base di tutti i macchinari di produzione moderni. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, le sigarette raggiungono gran parte del globo.

Da quel momento in poi la storia delle sigarette si trasforma nell’eterna lotta tra la multinazionali produttrici di tabacco con i loro interessi e le associazioni mediche e dei consumatori che chiedono loro una maggiore trasparenza e la cessazione delle loro campagne pubblicitarie. Nel 2003 infatti l’Unione Europea ha avviato una vasta campagna contro il fumo, e nello stesso anno gli stati membri dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS) hanno sottoscritto un divieto della pubblicità del tabacco; viene subito alla mente la sua scomparsa dalle autovetture di Formula 1.

Lo scorso novembre è stata introdotta una legge europea atta a combattere il danno causato all’ambiente e alle persone dalle sigarette dimenticate accese nei boschi o negli spazi domestici: l’aumento dello spessore della carta in specifici punti sfavorisce il passaggio di ossigeno all’interno della sigaretta, in questo modo viene indotto lo spegnimento prematuro della stessa. Te ne sei accorto?

Voglio concludere con un consiglio per chi fosse interessato davvero a chiudere con questo (bel) vizio: trovo infatti interessante l’applicazione dell’ipnosi come tecnica per smettere di fumare. Si tratta di una strategia d’urto: al paziente si fanno associare alla sigaretta suggestioni negative (come un ricordo sgradevole o disgustoso), così che ogni qual volta prova di nuovo a fumare il cervello immediatamente proietta le relative sensazioni. Non è una cura definitiva, nel senso che sono necessarie più sedute per rinforzare queste associazioni.

Non ho mai conosciuto nessuno che abbia provato a smettere con l’ipnosi ma sono curioso di conoscere la sua efficacia. Tu hai esperienze da riportare? Scrivilo nei commenti!

E tu, cosa fumi? ;)

Photo credit: archiviostoricofit.tabaccai.it


  1. Marcello scrive:

    Ciao, ho trovato interessante le tue informazioni e ho pensato di inserirle nel mio sito.
    Spero non ti dispiaccia.
    http://www.fumoblu.it/info.html
    Grazie.

  2. Vincenzo scrive:

    Hai dimenticato l’Etilene vinil acetato… Dubito non ti sia accorto che dal 2009 ad oggi il gusto delle sigarette è decisamente cambiato (in negativo). L’Etilene Vinil Acetato è il copolimero collante atto ad inibire la combustione, molta gente sta male a causa di esso. Benchè le sigarette facciano male nel lungo termine, gli effetti tossici dell’EVA sono tangibili fin dall’inizio. Negli stati uniti hanno già fatto una class action a riguardo. La famosa tecnologia delle 3 bande nella cartina è una gran bufala (ti sfido con tanto di lente ad aprire una cartina di sigaretta e verificare tu stesso… no no la magia dell’autoestinzione della sigaretta è in questo composto. La cosa più interessante è che viene usato dall’industria per uccidere i topi… Da quando la MALEDETTISSIMA UE (e siano maledetti anche tutti i fautori di essa) seguendo il filone americano delle Fire-Safe Cigarette (che non sono nè fire-safe nè safe) ha IMPOSTO le sigarette LIP (Low Ignition Propensity) agli stati membri, noi compresi… la situazione è diventata realmente scandalosa, perchè le società produttrici del tabacco consci del disgusto e delle reazioni infiammatorie (linfoadenopatie, tosse, emicranie, sinusiti etc) causate dall’EVA, hanno aumentato di proposito ulteriormente il contenuto di ammoniaca, questo per aumentare lo SPEED o free-base-nicotine… e rendere impossibile, sotto un profilo chimico, per un fumatore smettere eventualmente di fumare. Questa è una vera e propria induzione alla schiavitù. Grazie UE e Big Tobacco (che probabilmente alla fine forse sono controllate dagli stessi medesimi personaggi… )

  3. Emilio scrive:

    Questo post è veramente interessante, così come l’intero pagina web (http://lagiungla.it) .
    Son un lettore, complimenti.

    vai verso questo sito

  4. Fabio scrive:

    Solo con Dio si può levare il vizio della sigaretta

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